Penso che questa sia tra le principali abilità da insegnare ai nostri bambini. Non banalità come “l’importante è partecipare” o idee come “vincere sempre, ad ogni costo”.
Intendiamoci, sono entrambi concetti, per certi versi, condivisibili. Ma il punto su cui insisterei di più è proprio quello di allenare la mente a pensare in maniera più utile. E non è mai troppo tardi per iniziare a pensare così.
Hai perso? Hai sbagliato qualcosa? Hai fallito un obiettivo? Giuste le emozioni come rabbia, delusione, tristezza ecc.
Vivile a pieno e fanne tesoro. Poi poniti domande come queste:
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Cosa ho imparato da questa situazione?
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Cosa posso fare di diverso per evitare che si ripeta ancora?
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Come posso migliorare le mie performance?
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Su quali aspetti ho bisogno di lavorare?
Domande così stimolano il cervello a pensare in maniera diversa.
Così pensano i campioni. Sono costantemente alla ricerca delle soluzioni. Cercano continuamente di imparare, di migliorare e non sprecano energie per recriminare, per scaricare colpe su altri, per trovare scuse o per lamentarsi della sfortuna, dell’arbitro, del tempo o di chi sa che.
Una persona che pensa così è sempre una persona vincente. Una azienda che pensa così sarà sempre una azienda vincete. Un Paese che pensa così, sarà sempre un Paese vincente.
Non cercare scuse
“Abbiamo perso per colpa dell’arbitro” .“Loro si sono chiusi troppo in difesa e non ci hanno permesso di giocare”. “Siamo stati sfortunati con quella deviazione”.
Tutte dichiarazioni ascoltate dopo l’eliminazione degli azzurri di Ventura. E adesso tutti ad invocare soluzioni, ricette, a cercare colpevoli con cui prendersela.

Prendiamoci le nostre responsabilità. Prendiamo spunto dai campioni e da chi nella vita ottiene risultati. Impariamo qualcosa da chi è più bravo di noi.
Purtroppo noi siamo abituati a piangerci addosso e a ritenere che ci sia sempre una causa “esterna” per tutto quello che ci accade. E’ una mentalità diffusa. Nel calcio come nella politica, nella situazione generale del Paese e in quella individuale delle nostre famiglie.
Ad essere sconfitta non è stata l’Italia di Ventura, ma la mentalità tipica che impedisce a questo Paese (ed a molti di noi) di spiccare il volo e essere davvero eccellenti e vincenti.
Rimbocchiamoci le maniche e iniziamo a lavorare davvero per costruire i risultati e la vita che abbiamo sempre sognato. Ognuno è il solo responsabile del proprio destino. Nel bene come nel male. Quando capiremo questo inizieremo davvero a riprendere il controllo della nostra vita.
Campioni si nasce o si diventa?
Qualcuno crede che “campioni si nasce”. Non so se questo sia vero. Sicuramente alcune persone hanno talenti particolarmente sviluppati per svolgere in maniera eccellente il proprio lavoro. Talenti innati sono sempre esistiti ed esisteranno sempre. Io però credo fortemente che con l’impegno, la grinta, la determinazione ognuno possa migliorare sensibilmente i propri risultati. La mentalità del campione si può sviluppare e può aiutare a raggiungere qualsiasi obiettivo.
Facciamo tesoro di questa sconfitta (e delle nostre sconfitte e fallimenti…) e rialziamoci in fretta più forti di prima.
E’ la vita. O scegli di essere pensare da campione o verrai travolto da tutto ciò che ti capita.
© 2017 GIOVANNI ANNUNZIATA